13 settembre, 2006

IL DIFFICILE COMPITO DI DONADONI


Roberto Donadoni, una garanzia nel Milan degli Invicibili, una rivelazione sulla panchina del Livorno, una mezza delusione sulla prestigiosa panchina dei neocampioni del mondo.
Sono in molti a ritenere che sia stato un errore mettere al comando del timone azzurro un allenatore come Donadoni, che ha sì fatto bene a Livorno (l'unico a non averlo capito è stato il presidente Spinelli), ma che non ha accumulato l'esperienza necessaria per diventare la guida di una nazionale.
Questi scettici sembrerebbero aver avuto ragione, almeno in questo inizio di avventura "Donadoniana" che vale la qualificazione agli europei che si terranno in Svizzera e Austria tra due anni : il pareggio interno con la Lituania(1-1) e, inutile nasconderlo, la bruciante sconfitta a Parigi con la poco amata Francia(1-3) hanno evidenziato una squadra debole, anzi, debolissima, senza gioco e senza identità, ben lontana da quella che alzava al cielo la coppa piu' prestigiosa del mondo.

Donadoni ha cambiato pochissimo rispetto a Lippi, almeno dal punto di vista dell'organico e del modulo tattico, ma sembrerebbe essersi colpevolmente dimenticato di dare una sua identità di gioco alla squdra.
Però le critiche devono essere costruttive e non demolitrici, allora ricordiamoci che il sig. Donadoni si è trovato, a differenza del suo predecessore, a fare i conti con tre difficoltà: 1. ereditare una squadra campione del mondo 2. la condizione fisica dei giocatori 3. noi italiani (sempre a criticare senza aspettare per poi successivamente salire sul carro dei vincitori). Chissà che, chi lo critica, tra due anni non ne tessa le lodi.

Federica Laviosa

04 agosto, 2006

Il grande esodo - Parte Seconda -

Il calciomercato è in fermento con Inter e Palermo che stanno allestendo una grande squadra. I nerazzurri con l'arrivo di Vieira rinforzano il centrocampo e i siciliani vanno avanti con il canguro australiano Bresciano. Ma gli italiani? Possibile che non li voglia più nessuno? Non è così. Qualche grande squadra è uscita allo scoperto. Pirlo ha in qualche modo fatto intendere che al Real Madrid sarebbe andato anche di corsa ma il Milan non lo lascia partire. Gattuso, richiesto con insistenza dal Manchester United, continuerà ad essere, almeno per quest'anno, l'anima rossonera.

Il giovane De Rossi non si muoverà da Roma anche se il Real Madrid offre ben 25 milioni. Da Roma non si muoverà neanche Perrotta, contentissimo di ripresentarsi a Trigoria da campione del mondo. Camoranesi, in un'intervista ad un quotidiano argentino, ha ribadito di non voler giocare in Serie B (parole poco carine all'Albinoleffe): Lione e Valencia sono in attesa. Capitolo Barone: lui ha chiesto a Zamparini di essere ceduto, ora si apre il derby tra Torino e Juventus. A quale parte della mole finirà il sig. Barone? Dobbiamo attendere fino a fine agosto.

In attacco non si muovono Totti, ottavo re di Roma, e Del Piero, vera anima bianconera. Iaquinta ha offerte dalla Roma e da alcune squadre inglesi ma anche la Fiorentina è in attesa. In attesa perchè Toni ha appena confermato di voler andare via per giocare la Champions League: ormai l'Inter, Della Valle permettendo, è più vicina.

Altri due non si muoveranno dalla loro società: Gilardino e Inzaghi. I due lanciano la sfida all'Europa e alle italiane, con un -8 in classifica. Con dei rinforzi possono sperare.

27 luglio, 2006

Il grande esodo - Parte Prima -

Le sentenze della Corte Federale sono state pronunciate, ora riprenderà il grande esodo dei campioni del mondo. Esodo inaugurato da capitan Fabio Cannavaro, finito al Real Madrid, e da Gianluca Zambrotta, finito al Barcellona alla corte di Franklin Rijkaard. Quest'ultimo conteso fino all'ultimo dal Milan. Ma si sa, i rapporti tra i bianconeri (a proposito, ben arrivati in Serie B) e i rossoneri non sono più felici (vedi Abbiati al Torino). Ora per gli altri cosa succederà? Vediamo.

Buffon - Il portierone azzurro si è promesso al Milan ma nei giorni scorsi ha giurato di seguire la Juventus nella serie cadetta. Un'offerta da 25 milioni potrebbe sbloccare la trattativa. Per meno non si muoverà da Torino, per la felicità di Didier Deschamps.

Peruzzi - Il nostro cinghialone rimarrà alla Lazio. Da poco ha, infatti, rinnovato con i biancocelesti fino al 2008.

Amelia - Se Buffon parte andrà alla Juventus, in caso contrario dovrebbe rimanere al Livorno. Milan permettendo.

In difesa non cambieranno maglia il neo campione d'Italia Materazzi, Barzagli (anche se interessa a diverse società), Nesta e Zaccardo.

Oddo - Il laterale destro alla fine sarà rossonero. L'offerta del Milan è di 2.5 milioni ma le richieste della Lazio sono di 5 milioni. L'accordo sarà raggiunto sui 3,5-4 milioni.

Grosso - La più bella sorpresa di Germania 2006 aveva già firmato per l'Inter prima dell'inizio del mondiale. Un grande colpo per i campioni d'Italia. Lui è una certezza.

18 luglio, 2006

Ripartire dopo i Mondiali


I Campionati del mondo sono manifestazione che si svolge a cadenza quadriennale. 4 anni per aggirarsi su un piedistallo per il mondo desiderosi di dimostrare di aver meritato questo storico alloro (vedi Italia), 4 anni per rifondare una squadra che ha deluso (vedi Brasile) o per continuare il miglioramento di un buon corso già ben avviato (vedi Germania)...


Cambiare aria Il primo nodo da sciogliere da parte di tutte le varie federazioni nazionali, è sicuramente quello relativo alla scelta del ct. Tantissime nazionali hanno già optato per un cambio, ma sarebbe meglio dire che tantissimi allenatori hanno deciso di cambiare aria, nonostante la federazione li volesse mantenere la proprio posto. Vediamo i casi più eclatanti:


  • Lippi L'allenatore viareggino se ne va da campione del mondo. Il Marcello nazionale segue una moda non troppo diffusa ma che sembra essere sicuramente la migliore: andarsene senza troppe discussioni, da vincitore assoluto. "Poi è difficile ripetersi..."
  • Klinsmann Il ct che ha avuto l'onore di essere eletto allenatore ideale del mondiale dalla redazione di VivaiMondiali lascia dopo il bel lavoro svolto. Ha iniziato tra le polemiche e con una squadra assolutamente allo sfascio, se ne va con un bel terzo posto e con una nazionale rinnovata che guarda con fiducia al futuro
  • Parreira Ha compiuto l'impresa di far giocare male una squadra imbottita dagli assi più forti del mondo. Impossibile supportare tatticamente il "quadrato magico"?? Togli una punta... Ronaldinho era a pezzi dopo una stagione massacrante?? Usalo part-time.. Cercasi coraggio sulla panchina dei verdeoro, coraggio che potrebbe rispondere al nome di felipe Scolari: mai ritorno fu tanto acclamato...
  • Eriksson Il ct svedese lascia una panchina che è sempre stata bollente, al di là delle scelte tattiche, per la vita un pò libertina del vecchio marpione Sven Goran... L'Inghilterra comunque non ha fatto malissimo, anche se aveva sicuramente a disposizione una generazione di giuocatori formidabili che non hanno mai vinto nulla...

16 luglio, 2006

Un pezzo per riflettere

Liberi tutti 12/7/2006, da La Stampa. Autore: Massimo Gramellini.

Ho fatto copia e incolla dal sito della Stampa. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, dato che ogni tanto è saltato fuori questo argomento tra i commenti ai nostri post.

Premessa: siamo tutti felici, felicissimi. Essere campioni del mondo è una meraviglia sempre e comunque, anche quando, invece del Brasile di Zico e dell'Argentina di Maradona, sconfiggi la Germania Under 21 e la Francia ai calci di rigore. Però la festa non è stata all'altezza dell'impresa. Sguaiata, isterica, a tratti violenta, completamente priva di poesia. Un coacervo di emozioni ostentate e quindi superficiali, come quei capodanni dove devi far vedere per forza che ti diverti. Il culmine è stato raggiunto nella parata trionfale dei calciatori. Il pessimo gusto campeggiava già nella scritta del Circo Massimo, «Roma ringrazia gli azzurri», mentre una Capitale meno provinciale avrebbe scritto «l'Italia», assumendosene per intero la rappresentanza.

I presentatori dello spettacolo gareggiavano fra loro in chiasso e in mediocrità, con Carlo Verdone che paragonava Cannavaro al muro di Berlino e rideva, beato lui. Quanto ai calciatori, sarebbe stato lecito aspettarsi qualche gesto più memorabile che dei saltelli da ultrà davanti a uno striscione sormontato da una croce celtica. Nessuna intenzione di buttarla in politica: sulle piazze italiane c'erano i simboli tradizionali della destra, ma non c'era la destra e neppure la sinistra, se non nel pigia-pigia di papaveri ulivisti intorno alla Coppa. C'era invece un Paese provvisoriamente unito da una gioia rabbiosa, che più che alla felicità faceva pensare allo sfogo, e più che a una liberazione, a una rimozione.

Come se la baldoria obbligatoria fosse l’ennesimo pretesto per stendere un tappeto di migliaia di chilometri lungo la Penisola, a coprire la polvere dei problemi irrisolti. Come se la vittoria del calcio consentisse a chiunque di tirare a campare senza dover spiegare più niente né assumersi responsabilità. Liberi tutti, in una sorta di amnistia mentale. Un entusiasmo troppo gridato per non suonare ingannevole. Un’emozione violenta e fragile, di quelle che di solito si dimenticano in fretta.

12 luglio, 2006

Ricordi di un mondiale


Facciamo un pò i conti di questo Germania 2006 appena concluso, cercando di immaginare che cosa di questa edizione rimarrà nella storia.
La magica atmosfera del Mondiale ci ha accompagnato per un mese, e con essa dei momenti indimenticabili.


Chi era costui? Il successo dell'Italia porta sì la firma di un gruppo fantastico, ma principalmente di un giocatore semisconosciuto a livello internazionale: Fabio Grosso. Negli occhi la sua corsa liberatoria dopo il gol ai supplementari contro la
Germania in semifinale col terzino neonerazzurro che esclama:
"Non ci credo"...


Maxi gol La palma per il gol più bello va a Maxi Rodriguez, esterno di centrocampo dell'Argentina: la sua parabola di sinistro che condanna il Messico negli ottavi di finale è da cineteca.


Top 11 Non può mai mancare al termine di una tale competizione un'ipotetica formazione con gli undici giocatori ideali (anche se è sempre davvero difficile stilare questo genere di graduatorie).


Allenatore Klinsmann
vice Hiddink

Schieramento tattico 4-3-1-2


1. Buffon (Italia)
2. Zambrotta (Italia)
3. Grosso (Italia)
4. Pirlo (Italia)
5. Cannavaro (Italia)
6. Ricardo Carvalho (Portogallo)
7. Maxi Rodriguez (Argentina)
8. Maniche (Portogallo)
9. Fernando Torres (Spagna)
10. Zidane (Francia)
11. Klose (Germania)

panchina: Lehmann (Germania), Thuram (Francia), Ayala (Argentina), Valencia (Ecuador), Sneidjer (Olanda), Cristiano Ronaldo (Portogallo), Podolski (Germania).

Cosa ne dite? Chi avreste messo voi??

Lippi lascia, ora al via la successione

"Ho esaurito il mio ruolo e vissuto un'esperienza fantastica". Sono queste le parole di Marcello Lippi il grande (chi vince un mondiale è come un Papa appena diventato santo), il degno successore di Vittorio Pozzo ed Enzo Bearzot. Entrambi grandi, ma non irragiungibili.

Marcello Lippi lascia e d'istinto posso dire che ha sbagliato. Si poteva provare a vincere Euro 2008, in Austria e Svizzera (giochiamo quasi in casa). Ma se rifletto dico: "Sono con te Lippi!". Prima del mondiale quante erano le persone che lo avrebbero cacciato? Rispondo io: il 99% degli italiani. Stesso discorso per Cannavaro che ha espresso liberamente il suo pensiero, condivisibile o meno, ma lo ha espresso. Esiste un articolo della Costituzione, il 21, che tutela la libertà di manifestazione del pensiero. Infine, questo discorso vale anche per lo scomettitore Buffon. Il nostro portiere, in caso sia giudicato colpevole, dovrà essere l'unico ad essere perdonato. Ma queste sono altre storie ed è la mia opinione.

Ritornando a Lippi posso aggiungere un semplice ma caloroso GRAZIE DI CUORE!!!!!
In bocca al lupo Marcello, che la fortuna ti assista.

Ora inzierà la successione al trono: in vantaggio su tutti c'è Roberto Donadoni, richiesto da Demetrio Albertini, commissario federale. Poi ci sono Gentile e Zaccheroni.

Voi, cari lettori, chi preferite? Io dico Donadoni. Voi ditemi la vostra.

11 luglio, 2006

Riflessioni post-finale


La scena della finale che più ha fatto parlare e discutere: siamo nel secondo tempo supplementare, Zidane colpisce con una violentissima testata Materazzi. Gesto inspiegabile, avvenuto dopo un normale contrasto in area di rigore: sicuramente Materazzi (non proprio uno stinco di santo) avrà insultato Zizou, ma una reazione del genere è ingiustificabile e macchia una carriera comunque memorabile.


Gioia sfrenata Le polemiche lasciano però il tempo che trovano: in Italia scoppia la festa. Tutti si sentono coinvolti in questa euforia incontenibile: culmine dei festeggiamenti la serata del Circo Massimo, dove sono sfilati i giocatori davanti ad un milione di romani. Per tutti, emozioni uniche che non dimenticheranno mai.


Considerazioni tattiche
A mente un pò più fredda e lucida, la finale che ha incoronato gli azzurri sul trono mondiale non è stata certo la loro migliore esibizione. Buon primo tempo, anche se le occasioni create sono venute solo dai calci da fermo di Andreino da Brescia Pirlo, ripresa e supplementari di pura sofferenza, con la difesa in affanno per arginare Henry, Malouda e Zidane. Con un Totti fantasma, Toni è stato costretto a lottare solo contro la difesa avversaria fino allo stremo delle forze. Lippi forse ci ha messo del suo con dei cambi discutibili (specie l'ingresso di Iaquinta), ma alla fine è VITTORIA, la parola magica che fa dimenticare tutto il resto.
E questa vittoria è dell' ITALIA per la 4 VOLTA CAMPIONE DEL MONDO!